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Servizi Residenziali

 

 

ANFFAS ROMA Onlus dal 1989 gestisce strutture residenziali allo scopo di dare massima assistenza e benessere alle persone con disabilità intellettiva e relazionale in stato di necessità, rispettandone l'autonomia e dignità di Persona, impegnandosi a realizzare un ambiente di vita sereno, confortevole e ricco di stimoli che faciliti livelli crescenti di autonomia e di socializzazione.

L'Associazione cura la programmazione e valuta la gestione tecnica ed economica delle Case Famiglia attraverso un Comitato di Gestione formato da tre componenti il Consiglio Direttivo, assistito - per la parte tecnica e organizzativa - da un Responsabile Tecnico di fiducia, in possesso di adeguata esperienza nel settore e dei titoli di studio indicati dalla vigente normativa regionale e comunale.

Il "Responsabile Tecnico" delle Comunità Residenziali "Socio-Assistenziali" in particolar modo deve:

  • curare l'instaurarsi di un rapporto referenziale di fiducia con ogni ospite, valutandone i bisogni, le difficoltà e le capacità;
  • formulare, in accordo con i collaboratori, i programmi socio-educativi individuali e di gruppo, verificandone l'andamento;
  • indirizzare e sostenere i collaboratori nel definire i rapporti con gli ospiti e con le famiglie;
  • supervisionare la formulazione operativa dei turni di lavoro;
  • individuare attività e iniziative di integrazione presenti sul territorio;
  • occuparsi dell'organizzazione dei pasti e della scelta del menu, nel rispetto delle preferenze degli ospiti e di eventuali indicazioni dietologiche;
  • tutelare la cura e l'igiene di ogni ospite, verificandone sistematicamente l'immagine, il corredo e l'abbigliamento;
  • vigilare sulla corretta esecuzione delle indicazioni sanitarie nonché sulla regolare somministrazione di terapie farmacologiche;
  • verificare periodicamente il grado di soddisfazione degli ospiti e dei familiari relativamente alla qualità della vita;
  • predisporre la stesura di documentazione relativa al servizio (schede, relazioni, programmi, piani individuali, eccetera) e verificare che gli strumenti di comunicazione e osservazione come il "diario giornaliero" siano costantemente aggiornati;
  • verificare le pulizie degli ambienti, curare le soluzioni di arredamento in armonia con le esigenze degli ospiti e occuparsi degli aspetti manutentivi ordinari della struttura;
  • essere sempre reperibile per rispondere a situazioni di emergenza.

Ogni struttura residenziale si caratterizza, dal punto di vista della tipologia edilizia, come casa di civile abitazione ed è ubicata in zona abitata, servita da mezzi pubblici e rispetta i requisiti sulla sicurezza, l'igiene e l'abbattimento delle barriere architettoniche. Gli ospiti sono accolti in ambienti confortevoli rispondenti alle dimensioni previste dalla normativa vigente e dotati di suppellettili adeguate e personalizzate; sono garantiti spazi individuali e spazi comuni per la vita di relazione, come soggiorno e sala pranzo.

Ogni struttura residenziale funziona ininterrottamente nell'arco delle ventiquattro ore, per l'intera settimana e per tutto l'anno, accoglie gruppi con caratteristiche omogenee o, comunque, compatibili.

Agli ospiti, attraverso "progetti di vita individualizzati" che tengano conto delle caratteristiche psicofisiche, dei bisogni e del livello di autosufficienza, viene garantito:

  • assistenza alle funzioni di base;
  • attività educative indirizzate all'autonomia personale;
  • continuità dell'assistenza riabilitativa, da effettuarsi preferibilmente all'esterno in ambulatori o Centri Diurni;
  • attività di socializzazione e di inserimento sociale coinvolgendo le risorse territoriali - culturali, ricreative, sportive, lavorative, eccetera.

Strumento operativo di organizzazione delle suddette attività e interventi è il "libretto" personale dell'ospite, su cui vengono documentati i dati anamnestici sociali e sanitari, i trattamenti sanitari e sociosanitari fruiti sia all'interno che all'esterno della struttura, le valutazioni periodiche del programma socio-educativo.

Il personale di ogni struttura residenziale socio-assistenziale è costituito da educatori professionali, assistenti e animatori socio-culturali in numero proporzionalmente necessario ai bisogni accertati degli ospiti; è tenuto alla piena osservanza dei principi deontologici professionali e in particolar modo:

  • a prestare la propria opera a favore degli ospiti con attenzione, comprensione e rispetto autentici, garantendo loro la fruizione degli stessi diritti conformemente al principio dell'equità;
  • a instaurare e consolidare un rapporto di fiducia con gli ospiti e le famiglie, garantendo il massimo riserbo su fatti di cui in qualsiasi modo venisse a conoscenza.

Considerato il tipo stabile di convivenza e sulla base dei programmi socio-educativi, gli operatori devono:

  • favorire la partecipazione attiva di ogni ospite alla vita di gruppo, evitando rapporti di dipendenza e attuando momenti di socializzazione, di animazione e di partecipazione a iniziative culturali e ricreative presenti sul territorio;
  • curare l'igiene personale e le autonomie di base degli ospiti, la corretta assunzione dei farmaci prescritti e l'utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso, individuare i sintomi più comuni di allarme, intervenire in termini di "primo soccorso" e provvedere alle piccole medicazioni, riferirsi a specifici protocolli per la sicurezza degli ospiti negli ambienti di vita riducendo al massimo i rischi, disbrigare le pratiche burocratiche;
  • collaborare al governo della casa occupandosi della pulizia e della manutenzione di stanze e arredi, del cambio e della cura della biancheria, degli acquisti necessari, della preparazione dei pasti, della sanificazione ambientale;
  • lavorare in équipe e utilizzare strumenti informativi di uso comune e dal linguaggio chiaro e comprensibile come schede, diari, eccetera, per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio.

I turni di lavoro vengono organizzati in modo da assicurare la necessaria continuità di presenza nelle ventiquattro ore, secondo un calendario mensile concordato. Di regola, l'organizzazione funzionale di ogni struttura residenziale prevede due assistenti per l'intero turno di lavoro diurno, coordinati nelle ore di maggiore operatività, anche nei giorni festivi, da un educatore professionale che privilegia, in particolare, interventi mirati alla comunicazione, all'autonomia e ai problemi comportamentali che possono emergere nelle relazioni interpersonali.

Vengono effettuate periodiche riunioni di équipe tra il Responsabile Tecnico e gli Operatori della struttura, al fine di esaminare:

  • il clima emotivo e la qualità del rapporto degli operatori con gli ospiti;
  • le modalità con cui gli operatori svolgono il programma concordato;
  • le eventuali innovazioni introdotte e gli esiti così come le discordanze o i conflitti nell'atteggiamento operativo;
  • le aree su cui si può ulteriormente operare sulla base dell'esperienza del quotidiano, nel rispetto delle necessità man mano espresse dagli ospiti;
  • gli aspetti organizzativi di routine o imprevisti.

Nel definire l'ordine del giorno delle riunioni, il Responsabile Tecnico, sulla base dei "progetti di vita individualizzati" e dei bisogni emergenti, può prevedere la partecipazione di operatori esterni; l'obiettivo è arrivare a coordinare le varie realtà interagenti, favorendo la collaborazione nel lavoro quotidiano di tutti gli operatori ed evitando il sorgere di conflittualità deresponsabilizzanti.

La vita quotidiana all'interno della struttura residenziale possiede le caratteristiche tipiche di una situazione familiare; gli ospiti, nel rispetto delle basilari regole di convivenza, godono di spazi di autonomia con la possibilità di dedicarsi alle attività preferite; peraltro, sono considerate opportunità significative per la crescita personale e di gruppo attività come il riassetto della casa, i piccoli acquisti, la preparazione dei pasti, eccetera.

 
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